LA REALTA'

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?
- Non cercare di piegare il cucchiaio... è impossibile... cerca invece di gungere alla verità...
- Quale verità?
- Che il cucchiaio non esiste... allora ti accorgerai che non sarà il cucchiaio a piegarsi, ma sarai tu stesso...
Una cosa è conoscere la strada giusta, altra cosa è imboccarla.
Io ti posso portare fino alla soglia, ma tocca a te oltrepassarla.
So che mi state ascoltando, avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi, paura di cambiare. Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire, sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente, quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini. Un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo, dipenderà da voi e da loro.
24 settembre 2007
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Progetto ALICE
Nessun uomo è un'isola separata
La ricerca pedagogica-culturale di Valentino Giacomin a Sarnath e Bodhgaya-India
Nell'ambiente, molti conoscono Valentino Giacomin, stella ricca d'energia, lavoratore e praticante instancabile ormai da più di un ventennio, conoscerlo e frequentarlo mi ha sinceramente arricchito, trovo i suoi progetti e la sua dedizione verso gli altri, come priorità i bambini-ragazzi, una vera e ricca pratica.
Valentino Giacomin psicopedagogista, operatore sociale-ricercatore, riconosciuto e premiato per i suoi eccezionali contributi nel campo dell'istruzione attraverso l'insegnamento, la scrittura, la leadership, il servizio sociale, la ricerca sulla mente, la ristrutturazione cognitiva e la proiezione, finalizzati ad introdurre un nuovo paradigma scientifico nell'educazione spiritualizzando la pedagogia.
Nei primi anni '80 Valentino e Luigina, fondatori di un Centro di Filosofia e psicologia Tibetana a Villorba , Treviso, hanno tratto ispirazione dagli insegnamenti del noto Maestro Lama Yeshe ed hanno elaborato una innovativa metodologia educativa finalizzata alla riscoperta dell'unità ed alla crescita di individui non frammentati ma Interiormente Integrati.
La sperimentazione didattica, avviata in Italia e condotta per circa un decennio nella Scuola Pubblica, per rispondere al disagio degli insegnanti di fronte alle difficoltà degli studenti in termini di capacità d'attenzione, concentrazione, e di contro, all'aumento di aggressività ed alla violenza fisica e verbale.
Il Progetto Alice, sostiene che i metodi tradizionali non funzionano, anche perché sono fondati su una premessa sbagliata; So di sapere, conosco la matematica, conosco la storia......
Noi diciamo al contrario ai nostri studenti; Ricordati di Socrate, so di non sapere!
Tutto ciò che so, conosco e penso, non è del tutto vero. Io, il mondo, gli altri, non esistono come io credo.
Partiamo da un importante processo di auto-diminuzione, la consapevolezza che sono ignorante, quindi, non devo credere ai miei pensieri, prendendoli per veri.
Noi mettiamo in discussione le false certezze.
Non diamo nulla per scontato.Demoliamo il castello di conoscenze tradizionali per costruire una nuova visione del mondo fondata sull'esplorazione del mondo esteriore ed interiore, sul concetto di unità, di interdipendenza, quindi, di pace, cooperazione e solidarietà, perché ogni essere umano è una parte di me.
Il concetto di base del Progetto Alice è l'unitarietà, , l'obiettivo non si ferma all'aspetto sociale ma coinvolge anche LA PERSONA, nel rapporto con se stessa.
Da qui la ricerca basilare dell'unità psicologica, al di là delle divisioni create dalla mente conflittuale che impedisce la realizzazione di una personalità armonica.
Il cuore del progetto consiste in una serie di attività coordinate, verbali, grafiche, motorie, utili a stimolare gli studenti, fin dalla scuola materna a mettere in discussione la percezione ordinaria dei fenomeni, esplorare il proprio mondo interiore senza "smarrirsi dentro" e sviluppare le facoltà dell'emisfero sinistro del cervello (creatività, intuizione, introspezione, meditazione, simbolismo, fantasia, sentimenti, intelligenza emotiva, immaginazione, saggezza......)
Il presupposto della metodologia di Progetto Alice è che la sofferenza è causata da un'errata percezione della realtà, che possiamo chiamare semplicemente; ignoranza. tale ignoranza è la causa dell'inquinamento della nostra mente.
Viene proposto agli studenti di osservare quella che noi chiamiamo -catena cognitiva- che solitamente ha inizio con un pensiero, seguito da immagini, idee ed emozioni, reazioni fisiche e verbali, poi seguono, la motivazione, la decisione, la reazione, il risultato dell'azione per se stessi e per gli altri.
La metodologia del Progetto Alice mira a dimostrare scientificamente che di solito i nostri pensieri sono inappropriato o errati (finendo per essere percepiti come negativi) a causa di una visione dualistica che caratterizza il vecchio paradigma dell'educazione.
Cerchiamo di rendere i nostri studenti consapevoli del fatto che un'errata percezione crea una gran confusione in tutte le catene cognitive.
La conclusione cui gli studenti giungono, non mentalmente ma esperienzialmente, è che da una percezione ed un pensiero inappropriato non possono che derivare divisioni e conflitti, sofferenza e violenza, per sé, per gli altri, per l'ambiente stesso.
E da questa de costruzione cognitiva, in cui si prendono le distanze da un modo di pensare abusato e normalmente scontato, si parte per costruire una propria visione della realtà basata sull'osservazione e l'auto-osservazione, sulla scoperta dell'INTERDIPENDENZA, della LEGGE di CAUSA-EFFETTO, dell'unità profonda di tutto ciò che è, in un processo che i ricercatori di Alice Project chiamano "Ricostruzione Cognitiva".
Gli studenti, in maggioranza hindu di diverse tradizioni, ma anche buddisti, musulmani, cristiani, vengono incoraggiati e guidati a conoscere a fondo e praticare gli insegnamenti ed i metodi tramandati dalla loro tradizione religiosa di appartenenza.
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20 settembre 2007
Meditiamo......

Inspirando profondamente sono cosciente di inspirare profondamente.
Espirando profondamente sono cosciente di espirare profondamente.
Inspirando leggermente sono cosciente di inspirare leggermente.
Espirando leggermente sono cosciente di espirare leggermente
.
Inspirando sono sensibile a tutto il corpo,
espirando sono sensibile a tutto il corpo.
Inspirando tranquillizzo le formazioni corporee,
espirando tranquillizzo le formazioni corporee.
Così ci si esercita.
(Anapanasati Sutta)
La consapevolezza dell'inspirazione e dell'espirazione, delle sensazioni del corpo, della continua coscienza del momento presente è una nobile occasione e una via sublime che conduce all'indipendendenza della mente e alla saggezza.
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Cornelia Forster
Non inseguire il passato, non crearti aspettative per il futuro. Perche' il passato non esiste piu' e il futuro non esiste ancora. Da' attenzione alle cose cosi' come sono in questo istante - proprio qui e proprio ora - senza farti tirar dentro, senza vacillare. Cosi' ti devi esercitare. Devi stare attento oggi, perche' domani, chissa', potrebbe esser troppo tardi. La morte arriva all'improvviso e non vuol sentir ragioni. Se vivrai cosi', con attenzione, giorno e notte, allora si' che potrai dirti saggio.
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19 settembre 2007
Sutra del germoglio di Riso
A causa dell'esistenza di questo, sorge quello.
A causa della produzione di questo, quello è prodotto.
*Sutra del Germoglio di Riso*
Se tu sapessi quanto sia difficile da ottenere
(la preziosa rinascita umana)
il vivere una vita ordinaria ti sarebbe impossibile.
Se tu vedessi i suoi grandi benefici,
proveresti rincrescimento per averla lasciata senza significato.
Se pensassi alla causa ed effetto
smetteresti di essere noncurante.
Lama Tzing Khapa
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14 settembre 2007


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I m p e r m a n e n z a
" Lampo nel Cielo "
La nostra esistenza passa come le nuvole autunnali.
Guardare la nascita e la morte degli esseri è come vedere i movimenti di una danza.
La vita è come un lampo nel cielo,
precipita come un torrente da una scoscesa montagna.
Buddha.
L'UNICA COSA CHE ABBIAMO DAVVERO E' IL PRESENTE, L'ADESSO.
Spesso mi domando: "perchè tutto cambia?".
E trovo solo una risposta: Perchè la vita è così.
Niente, assolutamente niente ha una natura durevole.
Uno dei principali motivi che ci fanno sentire tanta angoscia e difficoltà nell'affronatre la morte, è la nostra ignoranza della verità dell'Impermanenza.
Vogliamo così disperatamente che tutto continui così com'è che siamo costretti a credere che le cose rimangano uguali.
E' assolutamente finzione e scopriremo certamente che non ha nulla a che vedere con la realtà.
Questo è il traballante fondamento su cui edifichiamo la nostra vita.
Per quanto la verità continui ad ostacolarci, preferiamo insistere nella nostra pretesa con inguaribile arroganza.
Nella nostra mente, cambiamento, equivale sempre a pardita e sofferenza, appena arrivano i cambiamenti cerchiamo di anestetizzarci convincendoci, testardamente e acriticamente che la PERMANENZA dà sicurezza e l'impermanenza no.
In realtà l'impermanenza è come un certo tipo di persone che si incontrano nella vita: difficili e irritanti all'inizio ma, approfondendo la conoscenza, più amichevoli e meno indisponenti di quello che pensavamo.
Riflettete: la realizzazione dell'impermanenza è, paradossalmente, l'unica cosa a cui possiamo aggrapparci, forse il nostro unico possesso durevole, come il cielo e la terra, tutto può cambiare, crollare, ma il cielo e la terra rimangono.
La scienza ha poi scoperto che l'Universo non è altro che cambiamenti, attività, processi: una totalità di flussi che costituisce la base di tutti i fenomeni.
(Le interazioni subatomiche non sono che la distruzione di alcune particelle e la creazione di altre.
Il mondo subatomico è una danza incessante di creazione e distruzione, di massa che diventa energia e di energia che diventa massa.
Forme transitorie balenano dentro e fuori l'esistenza, creando senza tregua una realtà costantemente ricreata.)
Non sta forse cambiando tutto constantemente: le foglie sugli alberi del giardino, la luce nella stanza mentre leggete, le stagioni, il tempo, l'ora, la gente che passa per strada? E noi? Tutto ciò che abbiamo fatto in passato, non ci sembra forse un sogno? Gli amici con cui siamo cresciuti, i luoghi dell'infanzia, le certezze e le opinioni che difendevamo con tanta passione? E' rimasto tutto dentro di noi.
In questo momento il fatto di leggere questa pagina ci sembra reale, ma anche questo sarà tra breve solo un ricordo.


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